Roma, 4 giugno 2026 – L’ANOLF Nazionale esprime profondo sconforto, orrore e totale sdegno di fronte al drammatico fatto di cronaca avvenuto nei pressi di una stazione di servizio ad Amendolara, sullo Ionio cosentino, dove quattro giovani braccianti agricoli tre di nazionalità afghana e uno di nazionalità pakistana hanno perso la vita in modo barbaro, avvolti dalle fiamme all’interno di un minivan.
In attesa che la magistratura e le forze dell’ordine facciano piena luce sulle dinamiche e sul movente di questo terribile quadruplo omicidio per il quale sono stati fermati due cittadini pakistani, la Presidente Nazionale dell’ANOLF, Maria Ilena Rocha, esprime la totale vicinanza dell’associazione alle comunità colpite e lancia un severo monito sulle condizioni di vita dei lavoratori migranti.
«Siamo di fronte a una tragedia che lascia senza fiato per la sua inaudita ferocia», dichiara Maria Ilena Rocha. «Quattro vite spezzate, quattro persone fuggite da contesti drammatici per cercare un futuro dignitoso attraverso il lavoro nelle nostre campagne, finite vittime di una violenza cieca e spietata. Indipendentemente dalla nazionalità dei presunti carnefici, questo dramma accende nuovamente i riflettori sulle condizioni di estrema vulnerabilità, isolamento e precarietà in cui spesso versano i lavoratori stagionali stranieri nel nostro Paese».
L’ANOLF Nazionale, da sempre in linea per la tutela dei diritti dei lavoratori migranti, si stringe attorno alle comunità afghana e pakistana in Italia, offrendo il proprio supporto.
«Chiediamo con forza alle istituzioni locali e nazionali di non abbassare la guardia», conclude la Presidente Rocha. «È urgente rafforzare i presidi di legalità, contrastare ogni forma di isolamento sociale e garantire reti di protezione e alloggi dignitosi, affinché i territori della nostra agricoltura non diventino zone franche dove la vita umana perde ogni valore».
Ufficio Stampa ANOLF Nazionale

