È stato pubblicato il XV Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025” a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Disponibili online anche la sintesi, le infografiche e un cruscotto statistico interattivo.
In crescita la presenza dei lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano: nel 2024 sono risultati occupati 2 milioni e 514 mila cittadini stranieri, pari al 10,5% del totale degli occupati. Si tratta di una componente sempre più richiesta dalle imprese, che tuttavia incontrano difficoltà nel finalizzare molte delle assunzioni programmate.
Il Rapporto, giunto alla quindicesima edizione, si apre con un inquadramento demografico e internazionale, per poi approfondire i principali aspetti dell’occupazione dei migranti: dinamiche di assunzione e cessazione, lavoro dipendente e autonomo, imprenditoria straniera. Particolare attenzione è riservata alle assunzioni programmate dalle imprese, agli infortuni e alle malattie professionali, agli ammortizzatori sociali e ai temi previdenziali e assistenziali. Tra le novità dell’edizione 2025, un focus dedicato al lavoro domestico e un approfondimento della World Bank sulle Global Skills Partnership.
Nel 2024, il tasso di occupazione dei cittadini non UE è stato del 57,6% (a fronte del 61,6% registrato tra gli italiani), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 10,2% (contro il 6,1% degli italiani). Il tasso di inattività si è mantenuto stabile al 31,7% (33,7% tra gli italiani). Tuttavia, emergono forti disparità di genere: le donne non comunitarie risultano fortemente penalizzate, con un tasso di occupazione inferiore di quasi 30 punti rispetto agli uomini della stessa area, e tassi di disoccupazione e inattività superiori rispettivamente di 3 e 30 punti.
Il settore degli “Altri servizi collettivi e personali” continua a essere quello con la maggiore incidenza di lavoratori stranieri (30,9%), seguito da Agricoltura (20%), Alberghi e ristoranti (18,5%) e Costruzioni (16,9%). Le attivazioni di rapporti di lavoro che hanno coinvolto cittadini stranieri nel 2024 sono state quasi 2,7 milioni, pari al 25% del totale. Le imprese, secondo i dati Excelsior, hanno programmato oltre un milione di assunzioni di lavoratori stranieri, circa il 20% del totale, ma nel 54,7% dei casi hanno segnalato difficoltà di reperimento.
Il Rapporto evidenzia anche diverse criticità. Il già citato divario di genere si riflette in dati estremi per alcune comunità: tra gli egiziani il tasso di occupazione è del 76%, tra le egiziane appena del 4%. Anche i divari tra le diverse nazionalità sono marcati: l’occupazione tra i filippini è all’82%, tra i tunisini al 43%. Inoltre, il 23,1% degli infortuni sul lavoro registrati nel 2024 ha riguardato lavoratori stranieri. La retribuzione media annua dei lavoratori non UE resta inferiore del 30,4% rispetto a quella generale, a causa della maggiore concentrazione nelle mansioni meno qualificate e del minor numero di giornate lavorate.
Il Rapporto è stato curato dalla Direzione Generale per le Politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro, con la collaborazione di numerosi enti tra cui INPS, INAIL, Unioncamere, Banca Mondiale e OCSE, e il coordinamento esecutivo di Sviluppo Lavoro Italia S.p.A.
Oltre alla versione integrale del documento, sono disponibili online anche una sintesi, una serie di infografiche esplicative e un cruscotto statistico interattivo, utile per analizzare in modo dettagliato, anche a livello territoriale, la domanda e l’offerta di lavoro migrante.

