Aumentano i permessi per lavoro, ma non tra le donne
Al 31 dicembre 2024 i cittadini non comunitari con un permesso di soggiorno valido superano i 3,8 milioni, segnando una crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente. Quasi tutte le principali comunità sono in aumento, ad eccezione di quella filippina che registra un leggerissimo calo (-591 persone). Le crescite più consistenti riguardano Bangladesh (+16,9%), Pakistan (+13,2%) e Tunisia (+12,8%). Le collettività più numerose rimangono quelle ucraine, marocchine e albanesi. I dati provengono dal Report Istat “Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2024”.
Nel 2024 i nuovi permessi rilasciati sono stati 290.119, in lieve diminuzione rispetto al 2023. Il Bangladesh rimane il primo Paese per numero di nuovi permessi (28.045, pari al 9,7% del totale), seguito dal Marocco (8,9%) e dall’Albania, che registra però un forte calo (-26,0%). Gli ingressi crescono nettamente per cittadini tunisini (+30,1%) e peruviani (+25,7%), mentre diminuiscono da parte dell’Ucraina (-54,2%). Aumentano i permessi per motivi di lavoro (40.451, +3,8%), che arrivano al 13,9% del totale, grazie anche alla ripresa dei flussi programmati. Tale incremento riguarda tuttavia solo gli uomini: per le donne si registra un brusco calo (-30,3%). Tunisia e India rappresentano insieme il 68,2% dei nuovi permessi per lavoro.
I permessi per richiesta di protezione calano lievemente (-2.177), soprattutto a causa della diminuzione della componente femminile e del minor numero di arrivi dall’Ucraina. Nonostante ciò, la richiesta di protezione è la seconda motivazione di ingresso, con appena 623 autorizzazioni in meno rispetto ai permessi per ricongiungimento familiare. Il Bangladesh è il primo Paese di provenienza dei richiedenti asilo (32.865), seguito da Perù (15.595), Pakistan (11.740), Egitto (11.595) e Marocco (9.985).
La presenza non comunitaria si concentra soprattutto nel Centro-Nord: il Nord-ovest ospita il 35,7% dei residenti non comunitari, con la Lombardia al 25,1% e la sola provincia di Milano al 13,1%. Seguono Lazio (11,0%) ed Emilia-Romagna (10,8%). Nel Mezzogiorno risiede il 17,1% della popolazione non comunitaria.
I minori rappresentano il 17,3% del totale, quota particolarmente elevata tra le comunità africane. Cresce lievemente anche la presenza di over 60 (dal 11,6% al 12,2%). L’età media è di poco superiore ai 36 anni e la distribuzione di genere risulta equilibrata (48% donne), pur con forti differenze tra aree: tra i cittadini europei le donne sono il 61,6%, mentre tra gli africani scendono al 36,2%.
Diminuisce la quota di soggiornanti di lungo periodo (52,8% contro il 59,3% del 2023), a causa soprattutto delle numerose acquisizioni di cittadinanza.
Nel 2024 hanno ottenuto la cittadinanza italiana quasi 200mila cittadini non comunitari, leggermente più uomini (51,3%). Prevalgono persone originarie di Albania e Marocco. Continua così a crescere il numero di italiani di origine straniera, che a fine 2024 sono stimati in circa 2,09 milioni: 1,79 milioni (85,6%) provengono da Paesi non comunitari. In termini relativi, si registrano 47 nuovi cittadini non comunitari ogni 100 stranieri con permesso di soggiorno.
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