Khalid Saady, Presidente ANOLF CAMPANIA APS

La Campania è una regione profondamente plurale, attraversata da storie, culture e comunità che nel corso dei decenni hanno costruito relazioni sempre più profonde con i territori. Al 1° gennaio 2025 sono 276.531 i cittadini provenienti da altri Paesi residenti in Campania, pari al 4,9% della popolazione regionale. Il dato Istat riferito al 31 dicembre 2024 indica il 5,0%, con un aumento di 12.851 persone rispetto all’anno precedente. La popolazione complessiva della Campania è di 5.582.337 residenti. Le persone provengono da 168 Paesi e rappresentano ormai una componente stabile della società campana.

La distribuzione territoriale racconta una realtà molto articolata. Nella provincia di Napoli risiedono 137.367 cittadini provenienti da altri Paesi, il 49,7% del totale regionale. Seguono Salerno e Caserta, mentre gli incrementi più significativi rispetto al 2023 si registrano nelle province di Avellino (+8,0%) e Benevento (+7,2%).

Le comunità più numerose sono quella ucraina, rumena, marocchina, bengalese e srilankese. L’Ucraina conta oltre 44 mila presenze, la Romania 32.360, il Marocco 26.218, il Bangladesh 18.482 e lo Sri Lanka 17.391. Nel complesso, le persone provenienti da altri Paesi presentano una leggera maggioranza maschile, pari al 51,9%.

Ma i numeri, da soli, non raccontano la dimensione reale di questa trasformazione. La storia delle comunità che vivono in Campania è soprattutto una storia di lavoro, famiglie, relazioni e partecipazione. È una storia che passa dalle campagne alle fabbriche, dai cantieri alla logistica, dal commercio ai servizi, dall’industria alla manifattura, dal lavoro domestico e di cura ai trasporti, dalla ristorazione al turismo, dall’artigianato alle attività professionali.

Sono persone che lavorano ogni giorno nei diversi settori dell’economia regionale e che contribuiscono alla vita produttiva e sociale dei territori. La loro partecipazione al mondo del lavoro non può essere letta soltanto attraverso le statistiche: è fatta di relazioni, professionalità, competenze, famiglie che si stabilizzano e giovani che studiano e si affacciano a nuove professioni.

L’agricoltura rappresenta uno dei settori nei quali questa realtà è particolarmente evidente. Nelle campagne campane il lavoro stagionale si intreccia con la necessità di manodopera e con questioni fondamentali come la regolarità dei rapporti di lavoro, la sicurezza, la tutela della persona e il contrasto allo sfruttamento. Ma non esiste soltanto il lavoro agricolo: ci sono le fabbriche, la trasformazione industriale, l’edilizia, la manifattura, la logistica, i trasporti, il commercio, il turismo, la ristorazione, i servizi alla persona e il lavoro di cura.

Anche su questo terreno si è sviluppato negli anni un rapporto fondamentale con il mondo sindacale e con le diverse categorie che operano nei comparti produttivi. Dall’agricoltura all’edilizia, dall’industria ai trasporti, dal commercio ai servizi, fino alla pubblica amministrazione e al mondo della scuola, la collaborazione con le strutture e le categorie della CISL ha permesso di rafforzare la tutela delle persone nei luoghi di lavoro, la conoscenza dei contratti, della sicurezza e dei diritti.

ANOLF Campania è un Ente del Terzo Settore che mantiene una propria autonomia e una propria identità associativa. Allo stesso tempo, proprio questa autonomia ha consentito di costruire nel tempo una collaborazione stretta e concreta con più realtà, con la confederazione CISL, i suoi servizi e le sue categorie storiche. Una collaborazione fatta di competenze diverse che si incontrano e che, soprattutto nei territori, permette di dare risposte più complete alle persone.

È un patrimonio costruito in trent’anni di presenza costante, un percorso che ha generato un numero altissimo di iscritti storici, testimoniando un legame fiduciario profondo e duraturo fatto di assistenza, orientamento e tutela.

Questa collaborazione assume ancora più valore quando si traduce in prossimità. Non si tratta soltanto di mettere insieme strutture, ma di costruire una rete capace di intercettare i bisogni reali. A Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, con una presenza che guarda anche all’Irpinia e al Sannio, gli sportelli sono luoghi di prossimità.

Ogni giorno arrivano persone per documenti, permessi, cittadinanza, ricongiungimenti familiari, lavoro, formazione, orientamento e assistenza. Ma dietro ogni pratica c’è una storia personale, una famiglia, un problema da affrontare e spesso un percorso da costruire.

La grande convenzione e la collaborazione con i servizi consentono inoltre di offrire assistenza in forma realmente gratuita, rendendo l’accesso più semplice anche per chi attraversa momenti di difficoltà. Nel corso degli anni si è fatto molto anche contro lo sfruttamento, le irregolarità e il lavoro nero, accompagnando percorsi di emersione e aiutando le persone a conoscere i propri diritti nei settori maggiormente esposti.

La storia delle comunità, inoltre, viene da molto lontano. Napoli e il suo territorio hanno conosciuto già dagli anni Settanta l’arrivo e il radicamento di diverse realtà. Nel tempo sono cresciute comunità capoverdiane, marocchine, srilankesi, filippine, somale, eritree ed etiopi, insieme a tante altre provenienze africane e asiatiche. Sono storie che hanno attraversato generazioni, costruito famiglie, attività, relazioni e legami profondi con la Campania.

Le comunità marocchina, capoverdiana, srilankese, somala, eritrea, etiope e filippina hanno avuto un ruolo importante nella crescita di ANOLF. La loro forza si misura nella qualità della partecipazione, nella fiducia e nel rapporto quotidiano con gli sportelli, diventando volontari e punti di riferimento per le proprie comunità.

ANOLF Campania è cresciuta anche attraverso la capacità di stare dentro i cambiamenti della società. La riflessione sull’evoluzione dei bisogni ci ricorda che “i bisogni delle prime generazioni non sono più gli stessi delle nuove generazioni”. Oggi, accanto alle persone che hanno bisogno di assistenza amministrativa, ci sono famiglie stabilmente radicate, studenti universitari, giovani professionisti, lavoratori qualificati e ragazzi cresciuti nelle scuole italiane.

Ed è proprio dai giovani che può arrivare una nuova fase. Giovani che conoscono la storia delle proprie famiglie ma che sono anche profondamente radicati nei territori nei quali sono cresciuti, pronti a diventare volontari, rappresentanti delle comunità e nuove figure dirigenti.

Come nasce la nuova classe dirigente: “La formazione di una nuova classe dirigente sociale passa anche da qui: dall’esperienza quotidiana, dalla capacità di ascoltare, dalla conoscenza dei problemi e dalla disponibilità ad assumersi responsabilità. Gli sportelli diventano così anche luoghi nei quali si formano competenze, relazioni e nuove leadership.” Questo passaggio generazionale è strategico.

La Campania presenta territori differenti: nelle grandi città l’interazione si intreccia con scuola, casa, lavoro e servizi; nelle aree agricole pesano stagionalità, sicurezza e tutela; nelle aree interne il radicamento contrasta lo spopolamento.

Marocco, Capo Verde, Sri Lanka, Somalia, Eritrea, Etiopia, Filippine e le altre comunità raccontano una storia fatta di lavoro, sacrifici, famiglie, cultura, partecipazione e costruzione quotidiana. Ed è dentro questa trasformazione che ANOLF Campania continua a svolgere il proprio ruolo: essere accanto alle persone, tutelare i diritti, creare interazione tra comunità e territori e contribuire alla formazione di nuove energie e nuove figure dirigenti per il futuro della Campania plurale.

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