L’ANOLF esprime forte preoccupazione per la situazione di incertezza e precarietà che stanno vivendo centinaia di lavoratori somministrati impiegati presso le Prefetture e le Questure italiane, a seguito del ricorso presentato dalle agenzie Adecco e Randstad contro la proroga tecnica dei loro contratti.

“Questi lavoratori – afferma Maria Ilena Rocha, Presidente Nazionale ANOLF – sono da anni una componente imprescindibile del funzionamento quotidiano degli uffici territoriali del Ministero dell’Interno. Offrono un contributo essenziale nella gestione delle pratiche per i permessi di soggiorno, i ricongiungimenti familiari e i flussi migratori. Mettere a rischio la loro presenza significa compromettere l’efficienza e la tenuta del sistema.”

I lavoratori in somministrazione garantiscono continuità operativa e competenze specialistiche su attività complesse e sensibili, in un contesto in cui i tempi burocratici sono già eccessivamente lunghi, come ANOLF denuncia da anni.
La loro assenza provocherebbe ulteriori rallentamenti e criticità, con gravi ricadute sui cittadini migranti, che rischierebbero di vedere compromessi i propri diritti per mere questioni amministrative.

“Un blocco improvviso dei contratti – prosegue Rocha – aggraverebbe la paralisi di interi uffici, vanificando gli sforzi di inclusione e legalità. A pagarne il prezzo sarebbero non solo i lavoratori, ma soprattutto migliaia di famiglie migranti, la cui regolarità dipende dall’efficienza del sistema pubblico.”

Per questo, ANOLF esprime pieno e convinto sostegno alla mobilitazione promossa da FeLSA CISL, insieme alle altre sigle sindacali, e chiede alle Agenzie coinvolte di ritirare il ricorso, consentendo il proseguimento delle proroghe tecniche fino all’espletamento delle nuove gare annunciate dal Ministero.

“Non si può ignorare il ruolo svolto da questi lavoratori né abbandonarli all’incertezza – conclude Rocha –. L’ANOLF sarà al loro fianco, in tutte le sedi, per difendere il diritto a un lavoro stabile e per garantire servizi pubblici all’altezza delle sfide migratorie che il nostro Paese è chiamato ad affrontare.”

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