Fabrizio Milani – Presidente ANOLF Toscana APS
Giuseppe Giordano – Vicepresidente ANOLF Toscana APS

In Toscana l’immigrazione rappresenta una componente strutturale e imprescindibile del tessuto demografico ed economico.

Secondo gli ultimi dati del Dossier Statistico Immigrazione IDOS, i cittadini stranieri residenti in regione hanno superato quota 440.000, registrando una crescita del 3,7% nell’ultimo anno. Oggi, i cittadini con background migratorio rappresentano circa il 12% della popolazione toscana complessiva. In questo scenario, l’ANOLF Toscana APS (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere) svolge un ruolo cruciale: non si limita alla gestione delle pratiche burocratiche, ma accompagna le persone in un reale percorso di inclusione sociale e lavorativa.

La presenza migratoria in regione è profondamente radicata. I dati evidenziano che il 46,5% degli stranieri residenti è di origine europea, con la comunità rumena come primo gruppo in assoluto, seguita da quella asiatica (30,5%), africana (16,5%) e americana (6,5%).

A livello territoriale spicca il caso di Prato, che si conferma la provincia con la più alta incidenza di cittadini stranieri in Italia, pari al 22,9% della popolazione locale, trainata dalla storica presenza della comunità cinese. Significative e diffuse in tutte le province sono anche le comunità albanese, marocchina, senegalese, peruviana, filippina e, a seguito del conflitto in corso, quella ucraina.

I lavoratori immigrati in Toscana sono oltre 213.000 e rappresentano circa il 12% degli occupati totali della regione. L’integrazione economica si concentra in diversi settori, ambiti nei quali il supporto specialistico di ANOLF è fondamentale per garantire la tutela dei lavoratori.

Il lavoro di cura e i servizi alla persona rappresentano un settore vitale per il welfare toscano. Comunità come quella rumena, ucraina e filippina rispondono al forte fabbisogno di assistenza familiare, colf e badanti. ANOLF opera in questo ambito per favorire la regolarità dei rapporti di lavoro e la corretta applicazione dei contratti, tutelando lavoratrici e lavoratori spesso esposti a condizioni di isolamento.

Nei distretti industriali toscani, dal tessile di Prato al conciario del Valdarno, fino alla metalmeccanica, la manodopera migrante è una componente essenziale. L’associazione promuove attivamente la sicurezza sul lavoro e il rispetto dei contratti collettivi per prevenire lo sfruttamento.

Il dinamismo si riflette anche nell’autoimprenditorialità: le imprese a guida straniera in Toscana hanno superato le 64.000 unità, mostrando una crescita costante in controtendenza rispetto al calo delle aziende italiane.

Nelle province di Siena e Grosseto, in particolare, è forte la presenza di aziende e lavoratori agricoli. La manodopera è prevalentemente straniera e, anche in tale contesto, l’associazione monitora e promuove la puntuale applicazione dei contratti collettivi di settore e la prevenzione dello sfruttamento lavorativo e del cosiddetto “caporalato”.

Per rispondere a queste esigenze, ANOLF Toscana mette in campo una rete capillare di sportelli territoriali che offre informazione e assistenza sui titoli di soggiorno, sui ricongiungimenti familiari e sulle pratiche di cittadinanza.

L’impegno dell’associazione si estende oggi anche a interventi di welfare innovativo e inclusione sociale complessa. ANOLF Toscana fa infatti parte del progetto triennale “La persona al centro: giustizia di comunità e inclusione sociale”, un’iniziativa promossa dalla Regione Toscana con risorse della Cassa delle Ammende.

Nello specifico delle province di Prato e Pistoia, l’associazione è attiva in questo percorso volto a favorire il reinserimento sociale, l’accesso ai diritti e l’orientamento lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, abbattendo le barriere della marginalità e valorizzando la centralità della persona.

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