Senegal, 27 luglio 2026 – Un traguardo fondamentale per il diritto alla salute e per la sicurezza delle mamme e dei bambini del villaggio di Ndioum Ngainth, nella regione di Kaffrine, in Senegal.

Sono stati ufficialmente ultimati i lavori di costruzione delle nuove sale destinate alla maternità e alla degenza post-partum, un intervento che trasforma profondamente la qualità dell’assistenza sanitaria offerta alla popolazione locale.

L’opera è stata realizzata nell’ambito del progetto “Grandir l’avenir”, promosso da ANOLF Rimini, ANOLF Senegal e ISCOS Emilia-Romagna, grazie al finanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Il completamento dell’iniziativa rappresenta motivo di grande orgoglio per Papa Modou Seck, Presidente di ANOLF Senegal, e raccoglie i più sentiti complimenti della Presidente nazionale di ANOLF, Maria Ilena Rocha, che ha seguito il percorso e i suoi sviluppi fin dalla prima fase progettuale.

Un presidio vitale e la fine dei viaggi a rischio

Il posto di salute di Ndioum Ngainth costituisce un punto di riferimento essenziale per un territorio molto vasto, che comprende circa 10.850 abitanti e nel quale si registrano mediamente 400 nascite ogni anno.

Fino a oggi, la totale assenza di un ecografo e di letti destinati al ricovero costringeva le donne in gravidanza a percorrere oltre 50 chilometri, raggiungendo Kaffrine o Malem Hodar per sottoporsi ai necessari controlli medici.

A causa della precarietà dei mezzi di trasporto, spesso costituiti da carretti o motociclette, questi lunghi spostamenti rappresentavano un grave e costante pericolo per la salute delle future mamme e dei nascituri.

Grazie al progetto “Grandir l’avenir”, il centro sanitario è ora dotato di:

🟡Un apparecchio per ecografia, che consentirà di evitare i lunghi e rischiosi trasferimenti verso altre strutture sanitarie.

🟡Letti per il ricovero delle pazienti e lettini dedicati ai neonati.

🟡Portaflebo, misuratori di pressione e altra strumentazione medica specialistica.

«Seguire questa iniziativa fin dalle sue origini ci ha permesso di comprendere concretamente quanto questo intervento fosse necessario per l’intera comunità», dichiara la Presidente nazionale di ANOLF, Maria Ilena Rocha.

«Rivolgo le mie più sentite congratulazioni a Papa Modou Seck e a tutti i partner che hanno saputo trasformare una necessità urgente in una realtà concreta, restituendo sicurezza, dignità e cure di prossimità alle donne e ai bambini di Ndioum Ngainth».

Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra associazioni, territori e soggetti finanziatori possa produrre risultati duraturi, migliorando la qualità della vita delle comunità e garantendo un accesso più sicuro e dignitoso alle cure sanitarie.

Ufficio Stampa ANOLF
www.anolf.it

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