Il prossimo 21 marzo non è una semplice ricorrenza, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. Quest’anno la data assume un valore storico: celebriamo il 60° anniversario dell’adozione della Convenzione Internazionale (ICERD), ricordando le 69 vittime di Sharpeville del 1960.Nonostante i decenni trascorsi, i dati raccolti nel biennio 2025-2026 ci consegnano una realtà complessa, che richiede un presidio costante da parte di tutte le nostre strutture territoriali.
L’analisi dei recenti rapporti UNAR, UNESCO e Human Rights Watch evidenzia dinamiche preoccupanti ma anche segnali di una maggiore reattività civile:
L’UNESCO segnala che il 18% delle discriminazioni sfocia purtroppo in aggressioni fisiche. In risposta, la nuova Strategia UE 2026-2030 punta a colpire il razzismo strutturale, sostenendo direttamente il lavoro delle organizzazioni della società civile come la nostra.Le discriminazioni si insinuano nei gesti quotidiani, nel linguaggio e, soprattutto, nell’accesso negato ai diritti fondamentali (lavoro, casa, credito). Il ruolo dell’ANOLF è, oggi più che mai, quello di essere presidio di dialogo e tutela.
Dobbiamo continuare a:• Fornire assistenza legale e affinché nessun lavoratore migrante resti solo davanti allo sfruttamento.• Promuovere la partecipazione attiva per dare voce a chi rischia di rimanere invisibile.• Smontare i pregiudizi attraverso la conoscenza, trasformando l’accoglienza in inclusione reale.
Il 21 marzo rinnoviamo un “patto civile”: non voltarsi dall’altra parte, non assuefarsi ai linguaggi d’odio e scegliere, ogni giorno, la strada della solidarietà e della giustizia.L’inclusione è un diritto che cammina sulle gambe di chi lo difende. Certa della vostra consueta e attenta collaborazione, vi invito a dare la massima diffusione alla presente e a promuovere iniziative territoriali in linea con questi valori.

Maria Ilena Rocha

Presidente Nazionale ANOLF ETS

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