È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un importante Decreto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, adottato insieme ai Ministeri dell’Interno e del Lavoro e delle Politiche Sociali, che apre nuove possibilità di ingresso in Italia per i discendenti di cittadini italiani residenti in alcuni Paesi caratterizzati da una forte presenza di comunità italiane.
Quali Paesi sono coinvolti
Il Decreto individua sette Stati che, secondo i dati delle iscrizioni all’AIRE, ospitano collettività italiane superiori alle 100 mila unità. Si tratta di:
- Argentina
- Brasile
- Stati Uniti d’America
- Australia
- Canada
- Venezuela
- Uruguay
Per i cittadini di questi Paesi che possano dimostrare la discendenza da un cittadino italiano, sarà possibile entrare e soggiornare in Italia per motivi di lavoro subordinato, beneficiando di un canale dedicato fuori dalle quote annuali previste dai decreti flussi.
Un canale speciale per favorire l’immigrazione di ritorno
Il provvedimento richiama chiaramente l’obiettivo di favorire l’immigrazione di ritorno e il rafforzamento del legame con le comunità italiane nel mondo, prevedendo anche la possibilità di estendere in futuro questo canale ad altri Paesi.
La base normativa
La misura è resa possibile dall’art. 27, comma 1-octies, del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/1998), introdotto con la recente conversione in legge del D.L. 36/2025 “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”.
Si tratta quindi di un istituto nuovo, che amplia e diversifica gli ingressi per lavoro regolati ma non soggetti ai limiti numerici annuali.
ANOLF continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e a fornire aggiornamenti utili alle comunità italiane all’estero, ai lavoratori e ai datori di lavoro interessati.
Per ulteriori informazioni, le nostre sedi territoriali restano a disposizione.

