Avis regionale Veneto sta alzando al massimo la sua attenzione sulla raccolta sangue e plasma estiva. Occorre scongiurare criticità che possano mettere a rischio la cura di malati e feriti, trapianti, interventi programmati e non.
Gli incidenti stradali, in particolare (che già stanno aumentando con il gran numero di partenze e arrivi per le vacanze) possono richiedere anche decine di sacche di sangue in pochissimo tempo.
Il sistema trasfusionale dipende dai donatori
In un incontro con la stampa, il 3 luglio in sede Avis regionale a Treviso, il nuovo presidente di Avis Veneto Luca Marcon ha ricordato che l’intero sistema trasfusionale regionale e nazionale dipende esclusivamente dalla generosità delle donatrici e donatori volontari. Il sangue non si produce in laboratorio e può essere solo donato.
Un gesto che in Veneto compiono 132 mila cittadini iscritti ad Avis e Abvs Belluno. Insieme coprono l’85 per cento delle donazioni regionali di globuli rossi (il resto viene dai donatori iscritti ad altre sigle).
Calo delle donazioni
I primi cinque mesi del 2025, rapportati all’anno precedente, mostrano in Veneto un calo leggero del 3,3% delle donazioni di sangue (97.600 contro 100.914, sia pur da leggere in un contesto di trasformazione della domanda trasfusionale, che ne richiede meno), ma l’estate potrebbe peggiorare la situazione.
La raccolta del plasma, in particolare, preoccupa. Veneto e Italia non hanno ancora raggiunto l’autosufficienza.
Difficoltà nella prenotazione
Oltre al gran caldo e alle vacanze, che inducono molti donatori a rinviare la donazione, infatti, a complicare la raccolta è anche il nuovo sistema informatico.
A volerlo è la Regione Veneto, per uniformare il sistema di prenotazione delle donazioni. Sin dall’inizio è mancato, però, il confronto con Avis riguardo al nuovo programma per le attività trasfusionali di Azienda Zero, che è stato implementato senza tener conto delle numerose comunicazioni associative per renderlo più funzionale.
Vicenza è stata la provincia pilota nel 2024. Ora Venezia, partita nei mesi scorsi, sta pagando pesantemente le conseguenze dell’inefficienza del programma.
Venezia in calo, problema da risolvere
La provincia veneziana, soprattutto, si trova con difficoltà di prenotazione delle idoneità, delle donazioni, delle visite di controllo… e registra un calo di donazioni significativo.
In percentuale, secondo i dati Avis, nei primi 5 mesi del 2025 la provincia veneziana ha fatto registrare un calo dell’8,35%. Più del doppio del calo “fisiologico” dell’intera regione.“Un problema che va risolto al più presto e certamente prima di far partire il programma anche nelle altre province – continua il presidente Marcon – per il quale chiediamo nuovamente alla regione di attivarsi. Già giugno ci ha tenuto nella morsa del caldo, con difficoltà in alcune zone nella raccolta sangue, e stiamo per entrare nel vivo dell’estate con luglio e agosto, da sempre i mesi più delicati. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”.
L’invito a donare prima di partire
L’invito è, perciò, a mantenere la donazione costante, programmandola prima di partire per le ferie e/o per settembre, quando riprenderanno a pieno regime tutte quelle attività ospedaliere programmabili che durante l’estate rallentano. Donare regolarmente, tra l’altro, ha un doppio vantaggio. Se da un lato è fondamentale per chi riceve, dall’altro permette il monitoraggio della salute del donatore.
I controlli sulle sacche
Il sangue donato è sottoposto a vari test sierologici (inclusa la ricerca di epatiti, Hiv, sifilide…) e di ricerca di virus. D’estate, in particolare, del West Nile Virus tramite il test Nat. Il nuovo direttore sanitario di Avis Veneto, Bernardino Spaliviero, ha spiegato che il test WNV è già attivo in tutta le regione. Da giugno, le sacche donate sono tutte controllate.
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