Giovanni Punzi
Presidente ANOLF Brescia APS
A contrastare il luogo comune dell’invasione degli stranieri sono i numeri: in provincia di Brescia – la più estesa della Lombardia e una delle più grandi d’Italia, con 1,27 milioni di abitanti – vivono e lavorano 155.206 cittadini stranieri, il 12,25% della popolazione. Brescia è la seconda provincia in Lombardia (e quarta a livello nazionale) per presenza di persone extracomunitarie, caratterizzata da 200 nazionalità e 16.925 imprenditori immigrati.
Basterebbe questo per evidenziare il positivo inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale, economico e produttivo bresciano. Le problematiche, casomai, sono dovute all’eccesso di burocrazia a cui gli stranieri sono sottoposti, frutto di una illogica strategia contro gli immigrati, che causa disorientamento e frustrazione. Per contrastare questa situazione, ANOLF Brescia si adopera costantemente, sottolineando gli effetti negativi della mancanza di dialogo tra le istituzioni, in particolare Prefettura, Questura e Ispettorato del Lavoro.
Quantitativamente molto significative sono le rimesse che annualmente vengono trasferite nei Paesi di origine degli stranieri residenti a Brescia, a sostegno dei loro familiari, per garantire la scuola dei figli, la cura degli anziani e le spese quotidiane. Numeri che evidenziano il radicamento lavorativo degli immigrati nel tessuto produttivo bresciano e collocano la provincia al sesto posto in Italia per volume di denaro inviato all’estero: nel 2025 il valore complessivo delle rimesse è stato di 225 milioni di euro.
Anche questo dato riafferma la laboriosità dei lavoratori immigrati, smentendo, ancora una volta, la narrazione di chi continua a considerarli un peso economico per il Paese e per la provincia che li ospita.
In questo contesto, la presenza dell’ANOLF, al di là delle pratiche necessarie e indispensabili per rispondere alle richieste dei cittadini extracomunitari, assume un ruolo fondamentale nel richiamare e rimettere al centro la dignità delle persone. Un impegno che si concretizza anche nella valorizzazione delle molteplici buone pratiche degli immigrati nel mondo del lavoro e nella promozione dell’integrazione, elemento cruciale per il futuro, che non può essere relegata alla sola dimensione del sostentamento economico.
Le nazionalità che si sono rivolte allo sportello ANOLF di Brescia, ad oggi, sono 142 sulle 200 presenti sul territorio bresciano.
ANOLF Brescia partecipa attivamente, con la propria esperienza e il proprio contributo, alla Consulta della Pace del Comune di Brescia e al coordinamento del “Patto di Fraternità Interreligioso”, nato per volontà delle diverse comunità religiose e culturali del territorio: musulmana, sikh, indù, ortodossa, cattolica, murid, senegalese e molte altre.
Inoltre, collabora con il Comune di Brescia nell’ambito del progetto “Family”, insieme agli sportelli di altre associazioni e organizzazioni, tra cui Centro Migranti, ACLI, Movimento Cristiano Lavoratori, UIL e CGIL, per la stesura e la condivisione di un vademecum aggiornato in collaborazione con la Questura di Brescia.
ANOLF Brescia è inoltre presente e collabora attivamente con la Rete Antidiscriminazione del Comune di Brescia ed è annualmente tra i promotori della Marcia dell’Accoglienza, che si tiene nel mese di ottobre.
La “laboriosità bresciana”, un tempo considerata espressione di un carattere prevalentemente individualistico, oggi è diventata multietnica, conservando però una fortissima propensione all’associazionismo, un profondo senso di responsabilità e una cultura dell’accoglienza che molti definiscono come “capitalismo sociale”.


